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Salute - Salute dei Bambini
CONOSCERE DA BAMBINI I MARCHI DEI FAST FOOD? ACCRESCE IL RISCHIO OBESITA'

La Sapienza di Roma e Past-President dell'Ecog, gruppo europeo obesità infantile, evidenziando come in generale, per evitare che i piccoli sviluppino obesità e sovrappeso, "le regole in fatto di educazione alimentare dovrebbero essere date sin da subito, perché correggere poi comportamenti già acquisiti e' più difficile

CONOSCERE DA BAMBINI I MARCHI DEI FAST FOOD? ACCRESCE IL RISCHIO OBESITA'

Attenzione a far familiarizzare sin da molto piccoli i bambini con i marchi di alcuni cibi ipercalorici o con i brand di alcune note catene di fast-food, perché questo potrebbe portarli più facilmente a sviluppare obesità. E' quanto emerge da uno studio della Michigan State University, pubblicato sulla rivista Appetite. Gli studiosi hanno esaminato due gruppi ristretti di bambini, tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni, rilevando come effettivamente vi fosse un rapporto diretto tra aumento dell'indice di massa corporea (Bmi) e conoscenza da parte dei piccoli delle marche di cibi ipercalorici e dei brand delle catene di fast food. "Questo studio e' stato svolto su gruppi ristretti di bambini ma evidenzia comunque una tendenza importante da valutare, favorita in particolar modo dalle ore trascorse davanti alla tv, dove vi sono messaggi pubblicitari spesso targetizzati sui bambini", spiega Andrea Vania, responsabile del centro di dietologia e nutrizione pediatrica dell'Università La Sapienza di Roma e Past-President dell'Ecog, gruppo europeo obesità infantile, evidenziando come in generale, per evitare che i piccoli sviluppino obesità e sovrappeso, "le regole in fatto di educazione alimentare dovrebbero essere date sin da subito, perché correggere poi comportamenti già acquisiti e' più difficile". "Spesso accade che i bambini siano selettivi in fatto di alimentazione: in particolare i 2-3 anni di età sono il periodo della cosiddetta neofobia, la paura dei cibi nuovi, che in realtà riguarda anche quelli che il bambino prima mangiava e poi sceglie di non mangiare più - aggiunge l'esperto -. Per evitare pero' di ingaggiare una guerra dei nervi che solitamente finisce con una vittoria dei più piccoli, e' essenziale che il genitore ricordi che e' lui che decide, che a lui spetta assumersi delle responsabilità e stabilire delle regole". "Ad esempio - evidenzia Vania - nessuna merenda doppia o tripla se il bimbo ha scelto di non mangiare a pranzo". Infine, e' ''essenziale che anche altre figure vicine al bambino, come quelle dei nonni, instaurino alcune regole di comportamento. Se il piccolo li vede di tanto in tanto qualche "strappo" alle regole alimentari può esserci, ma se i nonni frequentano la casa del bambino con regolarità - conclude l'esperto - e' importante che si attengano alle regole fissate dai genitori''.

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